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Rischi legato agli alimenti

Le malattie di più frequente riscontro possono essere prevenute rispettando il buon senso e alcune comuni regole di igiene. La così detta “diarrea del viaggiatore”, malattia tipicamente a trasmissione oro-fecale colpisce il 20-50% di tutti i viaggiatori. I soggetti a più alto rischio sono senz’altro i bambini nei quali tale patologia può in alcuni casi essere anche mortale. Il germe responsabile è nel 50% dei casi l’escherichia coli enterotossico; altri agenti eziologici importanti sono: le shigelle, i campylobacter, salmonelle, vibrio cholerae, giardia, entamoeba histolitica. Alimenti e bevande contaminate sono le fonti più comuni di tale patologia.

L’aspetto apparentemente sano e appetibile degli alimenti non è garanzia di sicurezza. Sono da considerare a rischio la verdura, la frutta, i legumi crudi o che non possano essere sbucciati o cotti, le uova crude o poco cotte, i pesci crudi o allevati in zone paludose o in prossimità di scarichi, alcune salse (come la maionese) fatte in casa ed i budini o i gelati di produzione artigianale fatti con latte non pastorizzato.

Anche l’acqua è un veicolo di malattie. Nelle zone tropicali i corsi d’acqua, i laghi e i canali così come tutte le zone paludose possono essere infestati da larve che, penetrando attraverso la cute, sono responsabili della bilharziosi. L’acqua dolce, se usata come bevanda, può essere responsabile, assieme agli alimenti prima menzionati, di varie patologie (salmonella typhi e altre salmonelle, escherichia coli, giardia, amebe, epatite A ed E, vibrio cholerae, ecc.). La birra, i vini imbottigliati sono generalmente sicuri.

Il rischio legato all’assunzione di alimenti va considerato anche per i prodotti di diretta derivazione da animali come la carne e i latticini (salmonelle, tenie, clostridi, mycobatteri, brucelle, ecc.) ed i prodotti ittici in generale (anisakis per il pesce crudo).

Rispettiamo pertanto le norme che seguono:

–          lavare accuratamente le mani con acqua e sapone

–          escludere dall’alimentazione verdure crude e frutta non sbucciata

–          evitare insaccati, carni crude o poco cotte, uova crude, molluschi e pesci crudi

–          non usare latte se non bollito e formaggi freschi

–          non bere acqua di fonte o di pozzo ed evitare acqua di rubinetto e ghiaccio

–          potabilizzare l’acqua, se necessario, con ipoclorito (10-20 gtt/l) o tintura di iodio più attiva sulle amebe (5-10 gtt/l). Conservare l’acqua in contenitori disinfettati e ben chiusi. Anche la bollitura è un sistema efficace di bonifica: in questo caso va protratta per almeno 10 minuti

–          effettuare vaccinazioni antiepatite A e antitifica.

In caso di diarrea è importante evitare la disidratazione, particolarmente pericolosa nei bambini più piccoli, bevendo soluzioni reidratanti contenenti sali e glucosio. Gli antidiarroici e gli antiperistaltici sono controindicati nei bambini di età inferiore ai 3 anni, inoltre possono produrre effetti indesiderati anche negli adulti. In caso di sintomatologia acuta è pertanto preferibile consultare un medico. In alcuni casi, nell’impossibilità di effettuare accertamenti, può essere indicata una terapia empirica con cotrimoxazolo (controindicato in gravidanza).

 

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